In occasione della giornata mondiale della Terra ci è sembrato davvero appropiato proporre questo articolo, a firma di Davide Olori e pubblicato sulla rivista Malamente, che riporta le riflessioni e le considerazioni dell'autore sull'uso sostenibile e consapevole del territorio e dei finanziamenti
Conclusione del viaggio delle tecniche di termoregolazione dell'alveare. In quets'utima parte si descriverà come le api si rispondono al segnale “Antò, fa caldo!”
Isolamento termico, spifferi e sigillanti erano stati gli argomenti della parte precedente. Ora è il turno di termostati, riscaldamento e sistemi di controllo delle temperature.
Chi avrebbe considerato una relazione a tre come necessaria per la salvaguardia del nostro orso marsicano? "Il triangolo no, non l'avevo considerato!" (Cit. Renato Zero)
Libera traduzione di una interessante review del 2020 su come le api cerchino di combattere il “caro bollette” del riscaldamento, e non solo, confrontando le loro tecniche con quelle messe a punto dei sapiens. Quali tra le due specie non temerà il confronto?
In letteratura scientifica i fuchi non brillano in quanto ad apprezzamenti. Già von Frisch, a suo tempo, nei loro riguardi fu tutto fuorchè magnanimo; qualcosa è cambiato alla luce dei progressi della scienza e della conoscenza?
Nella puntata precedente vi siete depressi abbastanza? Torniamo ora all’andamento della popolazione di api. Chi sono i responsabili di una curva così movimentata?
Riparte il nostro consolidato corso di avvio all'apicoltura, di seguito tutti i dettagli
Secondo il sapere comune la popolazione di un alveare ha l’andamento di una curva a campana. Ma non è così, è piuttosto un percorso con salti, salite e discese. Praticamente l’equivalente delle montagne russe o dell’elettrocardiogramma di un apicoltore.